Il Bussolin è la tradizionale rappresentazione locale del periodo del Carnevale. Una ventina di figuranti canta, in piemontese e con l’accompagnamento della musica di una fisarmonica, la storia di una bella giovane che si è smarrita raccogliendo le more e che viene nascosta in un cespuglio di rose, il buisson da cui deriva il nome della festa, da un contadino che sta zappando la sua vigna: questi indica poi il nascondiglio al re del castello locale, che conquista la fanciulla, non senza fatiche, e la rende sua regina. 

L’evento non è soltanto un momento di festa, ma anche e soprattutto un importante tassello nel mosaico delle tradizioni culturali alpine, preservate e tramandate alle nuove generazioni. Questa tradizione, un rito carnevalesco particolarmente originale e non noto altrove, affonda infatti le sue radici in esperienze di teatro popolare itinerante: gruppi di giovani si spostavano in tutta l’alta valle Po con l’ausilio di un mulo e di un carretto, proponendo una sorta di teatro ambulante finalizzato alla questua. I carretti teatro scendevano la valle, cantando e raccontando la vicenda, musicata sulle note di un canto popolare. A Crissolo, così come nelle vicine Ostana e Oncino, fu usanza comune fino agli anni ’50 e ’60 del Novecento, ma poi la si era persa. A Crissolo è stata recuperata negli Anni ’80, con un paziente e sapiente lavoro di ricostruzione del testo della canzone e della melodia, grazie al confronto con chi, già più avanti negli anni, si ricordava delle ultime rappresentazioni che si erano svolte. Dopo averlo proposto nuovamente con regolarità fino ai primi anni duemila, lo si era nuovamente abbandonato: ora è tornato a far parte del programma annuale delle manifestazioni dal 2016.

Le foto allegate sono quelle dell'edizione 2026.